Civita di Bagnoregio

Centro agricolo dei monti Volsini posto sulla sommità spianata di uno sperone tufaceo tra le valli del fosso Lubriano e del rio Torbido. Probabile insediamento etrusco, poi romano, appara citato per la prima volta nel VI sec. come sede vescovile. L’antico nome di Balneum Regis, derivante dalle sorgenti termali dell’apparato veolsino, fu poi alterato in Bagnorea e nel 1922 divenne Bagnoregio. I longobardi lo occuparono nel VII secolo e lo tennero fino al 774, anno in cui Carlo Magno lo donò alla Santa Sede. Nel XII sec. fu assoggettato al comune di Orvieto; infine nel XV secolo ritornò alla Chiesa. Nel 1965 fu danneggiato da un terremoto. Vi nacque San Bonaventura Tecchi morto nel 1968.

Si accedere all’abitato attraverso la tardocinquecentesca Porta Albana, che è affiancata dalla Chiesa di San Bonaventura dove si custodisce un bel dipinto della fine del settecento di G. Cades.